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3 SALONI, 1 UNICO BIGLIETTO

Un format unico per un evento globale, che integra l’offerta fieristica nelle filiere Meat, Seafood e Dairy, settori storici di TUTTOFOOD, e di quella del retail di Host Milano, con il meglio delle tecnologie e soluzioni di processo e confezionamento.

Un’occasione per promuovere la collaborazione di filiera a livello industriale, creare relazioni, intercettare nuovi target. 

 

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Be part of the next MEAT-TECH

22-26 OCTOBER 2021, Fiera Milano Rho (Italy)

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J Pack pensa alla sostenibilità per la grande distribuzione
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J Pack, azienda attiva da più di 20 anni nel settore del packaging, produce macchinari e termosigillatrici, per il confezionamento in vaschetta, con un primato tecnologico che affonda le sue radici nella prima officina meccanica nata negli anni 70’. Oltre alle competenze nel mondo degli imballaggi, J Pack vanta oltre 40 anni di tradizione nelle lavorazioni meccaniche. Presente in Europa e in importanti mercati internazionali come quello dell’America-latina e della Russia, ha obiettivi di ampliamento del proprio orizzonte verso Stati Uniti e Medio-Oriente. Abbiamo chiesto a Tiziana Gervasoni, Responsabile Marketing ed Export Manager, il punto di vista di J Pack sul mercato e gli sviluppi dei prossimi mesi.

 

C’è un prodotto in particolare di cui volete parlare?

“A livello di prodotti, abbiamo sviluppato delle soluzioni che permettono di rispondere alle esigenze di confezionamento in modalità skin “dice Gervasoni “e che, al contempo, offrono una soluzione efficace per il rispetto dell’ambiente. Un prodotto che porteremo in fiera sarà sicuramente la nostra termo-sigillatrice “TSS 126-OVERSKIN”, una macchina semi-automatica che permette di confezionare sia in vaschetta, sia su cartoncini rigidi dalla grafica personalizzabile. Questo tipo di soluzione, totalmente riciclabile, consente una riduzione dell’impiego di plastica fino al 70% rispetto al tradizionale imballo in vaschetta. Si tratta di una modalità di confezionamento pensata per la sigillatura di prodotti che possono eccedere il bordo della vaschetta o il cartoncino fino a 4 cm e che conferisce tridimensionalità agli articoli esposti sugli scaffali dei supermercati.

In fiera proporremo anche soluzioni di confezionamento sostenibili in combinazione con la linea di termo-sigillatrici da banco e il nostro stampo modulare brevettato INFINITY. Si tratta della gamma PAPER, una linea di vaschette in cartoncino riciclabile, e della gamma BIO un set di vassoi in canna da zucchero, riciclabili e compostabili. È un pacchetto completo rivolto soprattutto al mondo della grande distribuzione su cui Gervasoni offre maggiori dettagli. “Abbiamo da un lato una macchina da banco, veramente semplicissima da installare, completamente elettrica, a cui si integra uno stampo modulare, brevettato da J Pack, che permette di sigillare questa serie di vaschette nei diversi materiali. È una soluzione capace di rispondere alle esigenze della grande distribuzione e di chi ha bisogno del confezionamento al banco della gastronomia, che nei supermercati è sempre più ricco. Inoltre, la nostra offerta, flessibile e green, ci ha permesso, durante la pandemia, di essere al fianco di tanti ristoratori in cerca di una soluzione per l’asporto. 

 

Quali sono le vostre aspettative rispetto alla fiera, che mercati pensate di incontrare?

“Noi abbiamo già partecipato alla manifestazione precedente, che ha avuto un’ottima risposta da parte dei visitatori anche grazie alla contemporaneità con IPACK-IMA. Abbiamo pienamente centrato il nostro target riuscendo ad aprire nuovi canali distributivi in Europa e fuori dall’Europa. Per quanto riguarda l’edizione di ottobre di MEAT-TECH, alla luce del tipo di clientela che era stata attirata nell’edizione precedente, ci auguriamo che continui ad esserci quell’impronta internazionale che aveva caratterizzato i visitatori e che possa continuare a rappresentare una concreta occasione per lo sviluppo di quei mercati che vorremmo implementare. Penso, in particolare, al Nord America e al Medio Oriente; inoltre, la contemporaneità con TuttoFood, potrebbe essere l’occasione per avvicinarci ancora di più alla grande distribuzione anche in Italia.

 

Cosa vedete nel mercato per i prossimi mesi?

Stiamo lavorando allo sviluppo di strumenti digitali. Magari qualche integrazione al sito che permetta un contatto più vicino con i potenziali clienti e distributori già acquisiti, visto che non ci si può incontrare in fiera con la frequenza che vorremmo. Siamo comunque aperti a valutare manifestazioni fieristiche con declinazioni su eventuali eventi digitali. Su questo punto occorre fare una riflessione: vanno bene gli spazi virtuali, va bene la possibilità di creare degli showroom virtuali, incontri via chat o via Skype ma non si può prescindere dal contatto diretto con un visitatore in fiera. È tutta un’altra esperienza e soprattutto è tutta un’altra visibilità, perché in fiera, piccolo o grande che sia uno stand, il visitatore, o chiunque esso sia, è comunque chiamato a compiere un percorso fisico, a passare attraverso un certo spazio. Invece, secondo me, sul digitale il visitatore rischia di perdersi, avendo spesso come unica guida un elenco, talvolta infinito, di espositori. Il rischio per aziende come la nostra è quello di perdere visibilità a vantaggio delle grandi multinazionali del settore.”