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3 SALONI, 1 UNICO BIGLIETTO

Un format unico per un evento globale, che integra l’offerta fieristica nelle filiere Meat, Seafood e Dairy, settori storici di TUTTOFOOD, e di quella del retail di Host Milano, con il meglio delle tecnologie e soluzioni di processo e confezionamento.

Un’occasione per promuovere la collaborazione di filiera a livello industriale, creare relazioni, intercettare nuovi target. 

 

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Be part of the next MEAT-TECH

22-26 OCTOBER 2021, Fiera Milano Rho (Italy)

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In BMB innovazioni di prodotto e sostenibilità nei processi
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BMB, con sede nel distretto del packaging della provincia di Vicenza, è un’azienda specializzata in confezionamento sottovuoto, con oltre dieci anni di storia e presenze sul mercato italiano ed europeo. Abbiamo chiesto a Massimo Binotto, Technical Sales Manager, cosa vede un player con forte vocazione a innovazione e sostenibilità, nel mercato di settore dei prossimi mesi.

 

Che tipo di tecnologie state spingendo in questo momento?

“Pur essendo un’azienda relativamente giovane, BMB è molto dinamica” ci dice Binotto. “In questo anno molto particolare, infatti, abbiamo accelerato alcuni progetti che erano in ballo già da tempo. Paradossalmente, la pandemia ha rafforzato la richiesta e la sensibilità sul confezionamento. Parliamo di necessità e sensibilità, sia per ragioni igieniche che per l’aumento del delivery, scelto da molte attività come alternativa alle chiusure. Alcuni processi che erano già in atto, quindi, sono stati accelerati; ecco perché usciremo con delle novità per quanto riguarda il mondo del confezionamento. In particolare, una prettamente tecnologica, legata a un nuovo sistema per la chiusura di vaschette, caratterizzato da risparmio energetico, di tempo e semplificazione del processo; l’altra è una innovazione di processo sul confezionamento, dove abbiamo cercato di sviluppare un sistema di saldatura inedito. Questo ci permetterà di ottenere un macchinario con un principio di funzionamento, consumi energetici e vantaggi tecnici ad oggi impensabili.”

 

Ci ha parlato di sostenibilità….

“Da quando si è iniziato a parlare della legge sul riuso delle materie plastiche, nel nostro settore c’è stato parecchio movimento, perché tutti i nostri macchinari lavorano con buste o vaschette che sono fatte di materie plastiche.” Prosegue Binotto “Inizialmente c’è stata un po’ di confusione: è arrivata la legge e, onestamente, pochi erano pronti ad ottemperare alle nuove regole. Adesso sono usciti molti prodotti, anche molto interessanti, che mirano alla riduzione del consumo della plastica o al suo riciclo. Di conseguenza le nostre macchine si devono adattare a questo tipo di prodotto. Noi abbiamo delle collaborazioni con alcuni produttori di materie prime; tutti i nostri prodotti sono già pronti per poter utilizzare materiali particolari o di nuova generazione. Dal punto di vista della macchina, non possiamo fare molto per quanto riguarda la riduzione del consumo della plastica, nel senso che la nostra tecnologia chiude la busta o la vaschetta, che il cliente intende utilizzare. Chiaramente, se buste o vaschette sono di materiale particolare, che richiedono accorgimenti particolari, la macchina deve essere pronta. Quello che noi stiamo cercando di fare, con l’impegno in prima persona del nostro ufficio tecnico, è limitare il consumo energetico delle macchine: se fino ad oggi una macchina aveva bisogno di mille watt per funzionare, adesso con le nuove tecnologie, con i nuovi sistemi possiamo cercare di ridurre questa potenza. In alcuni casi abbiamo avuto riduzioni notevoli dei consumi energetici, magari andando anche a modificare leggermente il processo di lavoro. Per fare un esempio: abbiamo dei macchinari che devono scaldare dell’acqua per fare un certo tipo di operazione; fino a qualche anno fa la tendenza era quella di usare un certo volume di acqua e di immergere completamente il prodotto al suo interno. Abbiamo cambiato il processo: la quantità di acqua che scaldiamo è minore, ma attraverso una pompa, un’evoluzione del sistema, andiamo a coprire il prodotto, facendo ricircolare l’acqua. Quindi, anziché 1000 litri devo scaldarne 200. Alla fine della giornata e del processo ho risparmiato una notevole quantità di energia ed ho ottenuto lo stesso risultato, abbattendo anche i consumi di acqua. Questo è quello che stiamo facendo e che proporremo in fiera, con un impegno quotidiano nella direzione della sostenibilità.

 

Che aspettative avete sulla manifestazione?

“L’azienda è ancora in fase di sviluppo e ci interessa molto la partecipazione alle fiere perché BMB ha necessità di far vedere i prodotti ai potenziali clienti, ma anche da potenziali dealer o persone che possono essere interessate anche a lavorare sia con le nostre macchine che con BMB. MEAT-TECH è la vetrina più importante in Italia per quanto riguarda questo tipo di eventi, di conseguenza è necessario esserci, anche per il tono internazionale di questa fiera. Onestamente, non credo di dire nulla di nuovo: non andiamo in fiera con l’idea di portare a casa grandi ordini, perché tendenzialmente il nostro prodotto è molto tecnico e difficilmente avviene la vendita diretta in fiera; però in fiera si raccolgono contatti di persone che sono interessate a collaborare con BMB come azienda o interessate al prodotto. Da lì inizia tutto il processo di approfondimento dei temi, sviluppo dei progetti, fino  alla conclusione dell’ordine. Abbiamo anche novità da presentare in fiera. Non mi posso sbilanciare più di tanto perché siamo in fase di approfondimento e brevettazione, ma sicuramento usciremo con delle novità che danno riscontro a quanto sta chiedendo il mercato.

Purtroppo, qualcuno dall’estero non potrà essere presente in fiera di persona per le varie difficoltà legate all’emergenza sanitaria.  Siamo comunque molto fiduciosi e pronti a fare la nostra parte.”

 

Che prospettive vede nei prossimi mesi?

“La sensibilità, sia dal punto di vista del risparmio energetico, sia da quello del fattore ambientale, sta aumentando” ci dice Binotto “inquiniamo di meno, consumiamo meno plastica, capiamo qual è l’impatto nell’ambiente del processo che stiamo seguendo. Un’attenzione molto elevata, sia da parte del consumatore finale, che dei produttori. Anche perché questo è diventato un veicolo di vendita, nel senso che se io faccio determinate campagne sulla sostenibilità, acquisisco maggiore fiducia verso i consumatori finali. Quindi tutti, soprattutto i grossi gruppi, si stanno muovendo in questa direzione. C’è chi propone dei packaging sostenibili, dei packaging riciclabili, dei processi che abbiano un impatto carbon free… Chiaramente – e non lo possiamo nascondere - tutto si va a scontrare con l’impatto economico di queste lavorazioni. Soprattutto in questo momento il controllo dei costi ha una grande importanza importanza. Quindi bene la sostenibilità, ma non dobbiamo perdere di vista l’aspetto economico e l’efficienza produttiva a 360°. Va anche detto che nel tempo i costi tenderanno a riallinearsi  diventando equiparabili ai materiali oggi più comuni. Sicuramente non è una trasformazione che si possa ignorare continuando con i metodi tradizionali, il tema va affrontato.   Ecco perché l’industria del packaging deve trovare delle soluzioni che permettano di arrivare a quei risultati oggi e a costi accettabili. Chi ce la fa avrà un futuro, chi ignora  i  cambiamenti in atto probabilmente è destinato ad avere sempre meno spazio di mercato. Un percorso equiparabile a quello tecnologico del 4.0 e dell’interconnessione tra i sistemi. Al di là dei vantaggi economici che può avere una azienda, il nodo è l’innovazione di processo, la mentalità che sottende al lavoro e i suoi vantaggi. Questo a prescindere dagli sgravi; se voglio essere competitivo, devo seguire quella strada, non c’è alternativa. Quindi piaccia o no ci si deve adeguare a questo sistema, a queste tecnologie e a questi cambiamenti. Anche in questo caso, chi è più dinamico e ci arriva per primo ha sicuramente delle chance in più. Chi riesce ad anticipare questi eventi è ancora più bravo e sono quelle aziende che faranno da guida a tutto il settore.”