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3 SALONI, 1 UNICO BIGLIETTO

Un format unico per un evento globale, che integra l’offerta fieristica nelle filiere Meat, Seafood e Dairy, settori storici di TUTTOFOOD, e di quella del retail di Host Milano, con il meglio delle tecnologie e soluzioni di processo e confezionamento.

Un’occasione per promuovere la collaborazione di filiera a livello industriale, creare relazioni, intercettare nuovi target. 

 

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Be part of the next MEAT-TECH

22-26 OCTOBER 2021, Fiera Milano Rho (Italy)

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ITP: plastica ed etica della sostenibilità
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Azienda termoplastica con sede in provincia di Pavia fondata nel 1972, ITP è oggi una realtà da 200 dipendenti che opera in uno stabilimento da 100.000 mq, dove produce packaging plastico con una sensibilità spiccata per le tematiche ambientali. Abbiamo chiesto a Paola Centonze, responsabile comunicazione e titolare della family company, una panoramica di come plastica e green possano associarsi per generare valore economico e sociale sul territorio.

Produciamo film flessibili per molteplici settori” afferma Paola Centonze. “Abbiamo iniziato con 8 dipendenti per il laterizio e le costruzioni negli anni 70’, poi via via ci siamo concentrati su tecnologie sempre più avanzate, guardando al confezionamento degli alimenti e alla protezione delle superfici. Negli anni abbiamo anche sviluppato collaborazioni con università, sia italiane che straniere e con CNR, per rafforzare il nostro percorso di innovazione tecnologica e di prodotto. C troviamo nell’Oltrepò Pavese, un’area molto bella per i vini, per le passeggiate e per il cibo… in cui noi, in coerenza con il contesto, proteggiamo gli alimenti e l’ambiente.” E prosegue “L’evoluzione in questo settore è continua, soprattutto sul fronte del quantitativo di plastica che si utilizza per realizzare l'imballaggio. Pensiamo alla riduzione degli spessori, allo sviluppo di film compostabili biodegradabili a prodotti con materie prime da fonti rinnovabili, a soluzioni riciclate anche con plastica da post-consumo o infine totalmente riciclabili.

ITP dispone di un laboratorio di R&D con strumenti all’avanguardia, ed è lì dove l’azienda si concentra nella direzione della sostenibilità, intesa non solo sotto il profilo economico o ambientale, ma anche sociale.

“Ci siamo concentrati moltissimo sui nostri collaboratori” ci dice Paola Centonze “con corsi di formazione tecnica, che guardino anche alle soft-skills per lo sviluppo di competenze trasversali. Lasciamo molto spazio alla creatività delle persone e al fatto che esprimano le proprie idee, proprio perché la nostra cultura è quella della partecipazione e della motivazione al lavoro. Questo ci consente non soltanto di creare un clima più sereno, ma anche di innovare con il contributo di chiunque. L’operatore di macchina, mentre lavora può dare consigli o idee sulla riduzione e l’utilizzo di energia, su una pulizia particolare che evita, per esempio, la dispersione accidentale della materia prima, come per esempio, i pellet, che possono finire nei corsi d’acqua se non opportunamente filtrati e trattenuti. Quindi, lasciamo ampio spazio alle persone, specialmente su un tema condiviso come la sostenibilità.”

Per esempio, sul piano della formazione, ITP è molto attiva anche sul territorio “Abbiamo in progetto l’apertura di un’academy per la formazione di giovani in azienda da parte di docenti, sia esterni che interni, cioè il nostro personale. A livello di sostenibilità sociale, ovviamente, guardiamo allo sviluppo del territorio con delle iniziative, quali essere support alle squadre sportive e garantire sostegno ad alcune associazioni di volontariato. Inoltre, il costante ampliamento delle nostre strutture, sostiene l’indotto sul territorio, che per noi è molto importante.

Prima del periodo COVID, collaborando con Confindustria, siamo andati nelle scuole del territorio a raccontare che cosa sia per davvero la plastica portando informazioni scientifiche e confrontandoci con altre aziende del settore. Successivamente abbiamo portato questa esperienza anche all’interno dell’azienda.

 

Spesso l’operatore di linea carica e scarica le bobine, attiva la produzione, si assicura che la merce sia idonea rispetto alle richieste dei clienti e che arrivi loro in totale sicurezza, ma di fatto è esposto alla pubblicità esterna che dice stigmatizza la plastica . Abbiamo quindi cominciato un percorso di comunicazione interna, che ha come oggetto sia le attività che noi stiamo facendo a livello di riduzione dell’impatto ambientale dei nostri prodotti, che di informazione più a 360° su tutto ciò che il personale contribuisce a sviluppare. Come in ogni family company, i ruoli si susseguono: io sono partita dalla comunicazione, per poi occuparmi di sviluppo organizzativo, dove stiamo facendo tanto anche a livello di employer branding e sono approdata alla sostenibilità. Alla fine, è tutto collegato”.

Sostenibilità quindi, non solo a parole. Oltre la corporate social responsibility, in ITP si cerca la codificazione del lavoro svolto, con certificazioni e standard che ne qualifichino le caratteristiche.

“I nostri film sono volti alla riduzione della plastica affermandone il percorso con le migliori certificazioni: non è più il momento di dichiarare che un prodotto è riciclabile al 100%, ma di dimostrarlo. Le certificazioni sono confrontabili, verificabili e rilasciate da enti terzi. I nostri prodotti compostabili sono infatti certificati “ok compost” da parte di TÜV Austria; la riciclabilità è certificata da CYCLOS; la materia prima derivante dal riciclo post consumo da Plastica Seconda Vita dell’Istituto IPPR, l’Istituto per la Promozione delle Plastiche da Riciclo. Via via, andremo sempre di più in questa direzione, ad esempio  integrando questi KPI con il calcolo dell’impatto del prodotto lungo tutto il suo ciclo di vita, l’LCA (Life Cycle Assessment) del prodotto, a cui aggiungeremo ulteriori certificazioni sia di prodotto che di processo. In sintesi, è su questo che ci stiamo concentrando: sostenibilità sociale e ambientale che racconti con veridicità e trasparenza la nostra realtà."

Che aspettative avete sulla manifestazione?


“Le aspettative sulla manifestazione sono molto elevate. Prima di tutto perché la gente ormai ha voglia e bisogno di ritrovarsi e di vedersi di persona. È vero che si sono sviluppate nuove  modalità digitali di comunicazione che trovo davvero utili,  ma è evidente che la realtà vada vissuta in prima persona. Toccare i prodotti, guardare le persone negli occhi, stringersi la mano: tutte cose che sono mancate per troppo tempo. Le aspettative inoltre sono grandi anche perché  Milano è la nostra città e p,er quanto l’azienda si trovi nell’Oltrepò Pavese, la famiglia è di origine Milanese. MEAT-TECH è una fiera che abbiamo visto crescere, fin dalla prima edizione. Eravamo infatti presenti nel 2015, trovandola già allora molto internazionale e ci aspettiamo che lo sarà ancora di più. I nostri Sales Manager non vedono l’ora di riprendere a trovare nuovi lead come prima, incontrare i propri clienti e ristabilire quel contatto che si è perso durante queste lontananze forzate.

Cosa si aspetta vi riserverà il mercato nel prossimo futuro?


“Come ITP, abbiamo curato la traduzione del libro intoitolato The plastic paradox, mettendolo anche a disposizione sul nostro sito. Il libro ha come protagonista uno scienziato che ha speso gran parte della sua vita lavorativa studiando la plastica ed il suo impatto ambientale. In questo libro, si evidenzia chiaramente come dati e notizie, a cui siamo stati esposti in questi ultimi anni, siano discutibili. Ecco, nel prossimo futuro vedo una rivalutazione della plastica intesa come materiale, una presa di coscienza delle sue qualità, come abbiamo iniziato a vedere durante la pandemia. È per questo motivo che noi, come settore, dobbiamo iniziare a dare delle evidenze concrete,   con statistiche e numeri verificati e di confronto  con altri materiali, che non sono mai completamente alternativi.

A livello di imballaggi, in generale, serve ridurre l’eccessivo consumo e lo spreco, dando forza ad un trend già evidente di comportamento sociale, e sarà sempre più importante distinguere senza demonizzare un materiale a favore di altri. Ogni materiale trova la sua applicazione più idonea e corretta per il suo scopo. Non è soltanto la tecnologia di prodotto, o la ricerca e sviluppo su cui tutti stiamo lavorando, quanto più una nuova visione che guardi ad una vera e propria  rivoluzione verdee che affermi principi di etica sociale ed economica. L’Unione Europea è stata molto chiara con il Green Deal, le Nazioni Unite con l’Agenda 2030: quella è la direzione.